Nomina Direttore Generale della Casino Spa

Ecco di seguito la lettera  inviata alla Casino Spa, al Comune di Sanremo e alla Prefettura di Imperia.

In riferimento alla notizia riportata nell’articolo pubblicato il giorno 07/03/2015 da La stampa e da Il Secolo xix della imminente nomina del Direttore Generale della Casino S.p.A., la scrivente organizzazione sindacale da un lato si augura che dopo tante esperienze negative possa essere finalmente la volta buona per mettere in atto buone ed equilibrate politiche aziendali finalizzate ad incrementare i ricavi di tutti i giochi, a consolidare l’equilibrio economico e finanziario della Società e a produrre utili crescenti per la comunità, e dall’altro lato esprime forte preoccupazione per il rischio che ancora una volta venga scritta una brutta pagina a danno dell’AziendaNell’articolo si parla di un compenso al Direttore Generale di “200mila euro annui e con eventuali premi legati ai risultati” e altre fonti aggiungono altri benefit (casa, auto personale, polizze assicurative ecc.) per cui il compenso onnicomprensivo del Direttore Generale si avvicinerebbe, o addirittura potrebbe essere superiore, al compenso che percepisce il Presidente della Repubblica (239.181 euro lordi annui).

Se tale importo venisse confermato ci troveremmo di fronte ad un fatto scandaloso che non solo non troverebbe alcuna giustificazione sul piano aziendale ma sarebbe anche in netto contrasto con i provvedimenti legislativi sulla spending review delle società partecipate pubbliche. Inoltre sarebbe inammissibile la corresponsione al Direttore Generale di un tale compenso anche in considerazione del fatto che i dipendenti, per assicurare l’equilibrio economico e finanziario della Società, si sono ridotti i loro stipendi e hanno rinnovato il contratto collettivo di lavoro 2012-2014 a costo zero.

Ad avviso della scrivente l’importo onnicomprensivo del Direttore Generale non dovrebbe superare il compenso stabilito per gli Amministratori e per i Dirigenti delle società partecipate non quotate di terza fascia del Ministero dell’Economia e delle Finanze (155.829 euro lordi annui).

Una parte del compenso dovrebbe essere corrisposto in cifra fissa e una parte solo al raggiungimento di risultati certi in termini di incremento dei ricavi. La corresponsione di una parte della retribuzione legata ad obbiettivi fantasiosi e indefiniti, di cui si è fatto tanto uso in passato, deve cessare. Raggiri nei confronti dell’Azienda non sono più accettabili!

Il Direttore Generale dovrebbe avere un contratto a termine non superiore a tre anni con un periodo di prova di sei mesi e con successive verifiche periodiche sui risultati conseguiti sul piano degli incrementi dei ricavi. Con clausole di questo tipo l’Azienda avrebbe risparmiato migliaia di euro nei confronti di Dirigenti che in passato sono stati costretti ad andare via anticipatamente.

Il Direttore Generale dovrebbe essere nominato dall’assemblea della Società e non dal Consiglio di amministrazione. In tal caso sarebbe sottoposto al pari dei Consiglieri di amministrazione alla giurisdizione della Corte dei Conti.

La scrivente per la nomina del Direttore Generale chiede la massima trasparenza, sia per quanto riguarda i criteri di scelta, sia sul trattamento economico e normativo.